La stagione 2026-2027 di 900presente si sviluppa come un racconto intorno alla voce e all’ascolto attraversando linguaggi, epoche e tradizioni diverse. Il filo conduttore della canzone conduce dai Sieben frühe Lieder di Alban Berg, dove poesia, canto e suono strumentale si fondono, alla forma rock ed electro-metal di Songbook, fino alla ninna nanna, esperienza ancestrale in cui musica, parola e relazione coincidono.
Accanto al canto emerge il tema del racconto popolare: le fiabe russe di Renard, il virtuosismo gitano di Tzigane e la magia rituale di El amor brujo mostrano come mito, memoria e identità abbiano alimentato alcune delle esperienze più innovative del Novecento. Lo stesso dialogo tra eredità e creazione contemporanea guida Tünalina, nuova produzione interdisciplinare nata dalla ricerca sulle ninne nanne e sui canti infantili della tradizione ticinese. Due appuntamenti pongono invece al centro l’atto stesso dell’ascoltare. Dentro l’ascolto, negli spazi del Monte Verità, esplora il deep listening e la relazione viva tra suono, luogo e creazione collettiva; vox silentii, nella Chiesa di San Biagio, restituisce all’ascolto una dimensione spirituale, immersiva e profonda, nel dialogo tra tempo, spazio e silenzio. Sono esperienze che riconducono la musica alla sua origine: la presenza, l’attenzione e l’incontro. Dislocata tra Lugano, Chiasso, Ascona, Bellinzona e Locarno, la stagione costruisce così una geografia dell’ascolto estesa al territorio ticinese. Collaborazioni istituzionali, giovani interpreti e compositori, nuove commissioni e produzioni interdisciplinari danno forma a un percorso nel quale memoria e futuro, patrimonio e invenzione, dimensione locale e apertura internazionale continuano a interrogarsi e a rinnovarsi reciprocamente.

 

XXVIII stagione, 2026/27


  • Anteprima 900presente

    23.10.’26 ore 20:30
    Aula Magna, Conservatorio della Svizzera italiana

     

    In collaborazione con Strategic Philanthropy for the Arts Between Memory and Future: Arts as Mirror of the Past and Window on the Future

    900presente propone un’anteprima alla sua ventottesima stagione con un evento speciale; il programma della serata racconta quello che è da sempre il cuore pulsante della stagione, il punto di partenza dei percorsi tematici che nel corso degli anni si sono sviluppati, ovvero il repertorio del primo novecento. I Sieben frühe Lieder di Alban Berg sono un esempio luminoso di fusione tra l’espressione poetica, il canto e la musica; le melodie che Berg affida alla voce trovano una risonanza espressiva nel suono denso dell’orchestra, in cui ogni strumento “canta”. Viennese come Berg ma poco più giovane era Erich Wolfgang Korngold di cui ascoltiamo le musiche di scena per la commedia shakespeariana Molto rumore per nulla. Se in Berg abbiamo tinte malinconiche, misteriose e appassionate, in Korngold tutto è luce ed entusiasmo. Una piccola orchestra da camera arricchita da pianoforte, arpa e percussioni, mette in musica i personaggi della commedia in una collezione di brani caratteristici pieni di colori. Ad aprire la serata il Siegfried-Idyll di Richard Wagner, una bellissima pagina strumentale che ci ricorda come le radici di una certa scrittura orchestrale moderna, tipica della generazione di Berg e Korngold, siano proprio nell’idea di suono post-romantica di Wagner.


  • Songbook

    18.11.’26 ore 20:00
    Sala Teatro LAC, Lugano

     

     

    Songbook apre ufficialmente la XXVIIIesima stagione di 900presente, con un progetto che mette in dialogo scrittura contemporanea, rock ed elettronica dal vivo. Il brano viene commissionato nel 2019 dalla Biennale di
    Venezia, dove il compositore Tovel (aka Matteo Franceschini) viene premiato con il Leone d’Argento. Compositore, performer e polistrumentista attivo a livello internazionale, Matteo Franceschini sviluppa una ricerca che attraversa musica contemporanea ed elettronica, ponendo in un’inedita relazione scrittura e performance. Con Songbook, il modello della forma canzone viene affrontato da una prospettiva sperimentale, interrogandone strutture e possibilità espressive. Il progetto riunisce un quartetto rock, un ensemble amplificato e live electronics, in un dispositivo sonoro in cui linguaggi diversi coesistono mantenendo le proprie specificità. L’interazione tra i musicisti si costruisce su contrasti, deformazioni e cambiamenti di direzione, per uno svolgimento articolato in una sequenza di songs tra loro connesse.


  • Un folklore immaginario

    13.12.’26 ore 17:00
    Cinema Teatro, Chiasso

     

    La Parigi dell’inizio del ventesimo secolo è il luogo che ha rappresentato uno dei momenti creativi più alti della storia dell’umanità; i protagonisti di letteratura, arte, musica, danza e teatro che vi si incontrarono diedero vita a lavori che ancora oggi non hanno perso nulla della loro forza espressiva. Tre di questi protagonisti li ascolteremo in questo programma accomunato dall’ispirazione folklorica delle sue composizioni. Stravinskij con il suo Renard, basato su una riscrittura di un’antica fiaba russa, dipinge un piccolo quadretto folkloristico dai toni circensi e grotteschi. Il folklore di Ravel invece è quello del fascino virtuosistico dei violinisti gitani; Tzigane è appunto il titolo del brano in cui il violino solista lascia il pubblico a bocca aperta con la sua espressività strabordante. El amor brujo arriverà a Parigi dalla Spagna con il suo autore Manuel de Falla nella forma di un balletto pantomimico in un atto in cui una voce femminile ci riporta al flamenco e alle origini gitane del lavoro. Tre modi diversi di interpretare il folklore in un programma affascinante ed evocativo.